Calcio, il Como dice basta ai troppi colpi di testa nelle giovanili: arriva il decalogo per la salute dei giovani

La tutela della salute dei calciatori più giovani fa un passo avanti importante in Italia. Il Como Calcio ha deciso di introdurre una linea guida innovativa e preventiva dedicata al settore giovanile, ponendo al centro la protezione cerebrale e fisica dei ragazzi attraverso una riduzione drastica dei colpi di testa in allenamento e in partita.

Un’iniziativa che risponde alle crescenti preoccupazioni della comunità scientifica internazionale riguardo ai potenziali rischi a lungo termine legati ai traumi cranici ripetuti e alle sollecitazioni subite dai tessuti cerebrali in età evolutiva.

Il decalogo per gli allenatori: prevenzione e consapevolezza

Il cuore del progetto risiede in un vero e proprio decalogo destinato agli allenatori e ai tecnici delle giovanili comasche. L’obiettivo non è demonizzare un fondamentale tecnico storico del gioco del calcio, ma regolamentarlo con rigore scientifico e buonsenso pedagogico.

Tra le indicazioni principali figurano:

  1. Limitazione quantitativa: riduzione netta del numero di ripetizioni di colpi di testa durante le sessioni di allenamento settimanali.
  2. Uso di palloni idonei: impiego di palloni specifici, caratterizzati da un peso ridotto e da una minore pressione, calibrati appositamente per le diverse fasce d’età.
  3. Attenzione alla tecnica corretta: favorire l’insegnamento della postura e dell’impatto corretto per evitare torsioni anomale o impatti violenti.
  4. Monitoraggio clinico: attenzione costante a qualsiasi sintomo di stanchezza, vertigine o mal di testa lamentato dai giovani atleti dopo un contrasto aereo.

Un trend in crescita nel calcio europeo

La decisione del club lariano si inserisce in un solco già tracciato da diverse federazioni estere (come in Inghilterra e Scozia, dove i limiti sui colpi di testa nei settori giovanili sono già una realtà consolidata) e punta a sensibilizzare l’intero movimento calcistico nazionale. La salute dei ragazzi viene così messa al primo posto rispetto alla ricerca spasmodica del risultato immediato, ridefinendo il ruolo dell’allenatore non solo come formatore tecnico, ma come educatore e tutore del benessere psico-fisico.

Francesco Gori

A&R Manager & Music Journalist | Fondatore di Frequenza Italia